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"Se ho potuto vedere più lontano degli altri... è perché sono salito sulle spalle dei giganti".

Isaac Newton




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giovedì 14 novembre 2013

Effetti DECRETO 101/13 & 104/13 (INGV)

rebloged from precari@INGV

La volontà del legislatore

by raf71

Con la conversione in Legge (ancora non pubblicata in Gazzetta Ufficiale) del D.L. 104 e in particolare con l'Art. 24, l'INGV è autorizzato ad assumere, nell'arco del quinquennio 2014-2018, 200 unità di personale.
Questo provvedimento è in aggiunta al D.L. 101 relativo all'intera Pubblica Amministrazione, convertito nella Legge 125/2013 qualche giorno fa.
Inoltre, finché la procedura di immissione in ruolo non sarà completata e comunque non oltre il 31/12/2018, l'INGV può tenere in servizio il personale.
Dalle parole esplicite del Ministro Carrozza durante la prima presentazione del provvedimento, il 26/08/2013 [Video 24' 30''], è chiaro che questa norma nasce perché presso l'INGV fin dal 2007 ci sono 180 circa unità di personale con diritto all'assunzione in virtù della Legge 296/2006 (stabilizzazione, richiamata anche dal D.L. 101) che non sono mai state assunte a causa della decennale assenza di dotazione organica e del perdurare di incomprensibili ostacoli nei Governi che si sono succeduti dal 2007 in poi. Inoltre, sempre all'INGV, ci sono 55 unità di personale che hanno ormai oltre 6 anni di servizio e ricerca sui loro curricula. Una situazione e dei numeri che sono più unici che rari nel panorama degli EPR.

venerdì 8 novembre 2013

ESITI PRESIDIO 6 NOVEMBRE


Seminario sulla VALUTAZIONE (Scuola, Università e Ricerca)

La valutazione per investire nei Saperi.

Sabato 9 Novembre, ore 9,30

Roma Meeting Center (Largo dello Scautismo 1, 00162 Roma)
Con questo appuntamento, il Dipartimento rilancia la propria iniziativa pubblica dopo il processo di riorganizzazione intervenuto negli ultimi mesi. Abbiamo scelto il tema della valutazione perché è un tema di scottante attualità in tutto il mondo della conoscenza. Si tratta, infatti, di una questione ampia e problematica, che investe la stessa concezione del ruolo pubblico di scuola, università e ricerca. Rispetto all’idea dominante di una valutazione finalizzata alla competizione darwiniana tra istituzioni, vogliamo proporre un’impostazione alternativa in cui la valutazione sia finalizzata al miglioramento dell’intero sistema, e non alla selezione dei “migliori”. Per fare questo, è necessario un serio approfondimento sulle modalità, i contenuti e gli attori del processo. E noi affrontiamo questa sfida mantenendo il nostro tradizionale approccio, in cui l’elaborazione politica si fonda sull’interlocuzione con esperti ed addetti ai lavori e sull’ascolto delle istanze provenienti dai movimenti. La giornata sarà organizzata in due sessioni dedicate, rispettivamente, alle aree tematiche della scuola al mattino e dell’università e della ricerca al pomeriggio, inframmezzate da una breve pausa “ristoro”.
Per scaricare la locandina e il programma dell’iniziativa Clicca qui .

mercoledì 6 novembre 2013

Ipocrisia di una polpetta avvelenata.


by precaringv rebloged 
Una necessaria premessa
Prima di entrare nell'argomento del presente post, vogliamo ricordarvi che più di una volta su questo Blog abbiamo sottolineato come fosse chiara la linea dei vari governi che si sono succeduti negli ultimi 5 anni: far pagare, con l'espulsione, ai precari dalla Pubblica Amministrazione anni di mala-gestione delle risorse finanziarie da parte dei politici e dei loro prezzolati dirigenti. L'aspetto dell'espulsione dei precari dalla Pubblica Amministrazione per l'INGV è stato sempre piuttosto evidente quanto pressante perché a differenza di tanti altri Enti Pubblici l'INGV non ha mai potuto sanare nemmeno il suo precariato storico (fatte salve poche unità) a causa della inesistente  e per giunta tagliata Dotazione Organica. In 5 anni di dure lotte ne abbiamo imparate di cose su dove vanno a parare certi provvedimenti e certi "rinvii". Per questo siamo molto affezionati all'intervento operativo del Ministro Carrozza sull'INGV col DL 104, attualmente in fase di conversione. Ma per i precari della Pubblica Amministrazione il problema è la versione definitiva del DL 101.

Presidio EPR al MIUR

Oggi, 6 Novembre, Ore 10.30, Viale Trastevere, Roma.

martedì 5 novembre 2013

Il Fatto Quotidiano (Ichino sei circondato!)

Il Fatto Quotidiano di oggi ha aperto con un articolo che ci riguarda e ci cita.


Ringraziamo per la Citazione e rilanciamo l'articolo

Le Mele e le Pere (risposta a Pietro Ichino)

di FLC-CGIL
C’è modo e modo di affrontare determinate questioni e quando le questioni sono delicate e riguardano nel breve periodo il destino di almeno 200.000 persone è opportuno cercare il modo più corretto per affrontarle, con le dovute cautele. Se poi ad affrontarle è un rappresentante della Repubblica Italiana al Senato, nonché figura tecnica di spicco nell’ambito di diritto del lavoro e delle relazioni industriali, tali cautele dovrebbero essere ancora maggiori......SCARICA IL TESTO

lunedì 4 novembre 2013

IL GRANDE FLUSSO (della mistificazione)

CONTRA ICHINO e CONTRA APPLAUSI PD

Di seguito un breve contributo di risposta alle dichiarazioni del Sen. Ichino.
Contributo ripreso anche da "Il Fatto Quotidiano".

di Rete Ricerca Pubblica
Ichino in Senato durante l'approvazione del 101/13: “Il tessuto produttivo italiano, anche in questi anni di crisi gravissima, ha prodotto nell'arco di un anno, il 2012, un milione e 700.000 contratti di lavoro a tempo indeterminato (lo sottolineo), un milione e 700.000 contratti di lavoro regolari che danno la stabilità cui questi giovani aspirano. Chiedo perché mai dovremmo indurre 200.000 giovani a puntare su quei 10-12.000 posti di lavoro che le amministrazioni pubbliche possono offrire loro e a rinunciare invece alla prospettiva di immettersi nel grande flusso di 1.700.000 contratti che le aziende private e il tessuto produttivo offrono loro. Questo è l'errore di fondo che noi vediamo in questo provvedimento e vediamo in esso il ripetersi di una prassi, di un costume politico che si è protratto nei decenni passati, sempre centrato sull'uso delle amministrazioni pubbliche come polmone assistenziale, unico polmone capace di dare una risposta al bisogno di occupazione.(APLLAUSI PD)"


domenica 3 novembre 2013

Non vogliono capire!


Il Sistema della Ricerca Pubblica in Italia soffre da tempo di una “grave” frammentazione organizzativa e istituzionale, che si ripercuote negativamente sulla gestione delle risorse umane, economiche, e finanziarie, sulla tutela dell’autonomia, terzietà e indipendenza dell’attività di ricerca pubblica e sul “trattamento” degli addetti al settore.

I finanziamenti ordinari e straordinari a favore di enti (e università) sono fra i più bassi d’Europa[A1] .

sabato 2 novembre 2013

Aggiornamenti del BLOG

Da oggi, sulla barra laterale destra, trovate 3 nuovi Link:

       MANIFESTO                  LIBRO BIANCO                  BLOG delle nostre PROPOSTE                                                                                        (on-line da Gennaio 2013)
            
                                         IL SISTEMA 
                                        che non c'è

giovedì 31 ottobre 2013

MOBILITAZIONE Enti di Ricerca

ORDINE DEL GIORNO approvato in Assemblea il 29 Ottobre

(554 visualizzazioni in due giorni)



Mentre il Senato approvava in via definitiva il decreto 101 una partecipatissima assemblea di lavoratrici e lavoratori precari degli enti pubblici di ricerca ha espresso un durissimo giudizio nei confronti dell’azione del governo e delle scelte ancora peggiori avvenute nel dibattito  parlamentare e ha rilanciato la mobilitazione. Di seguito l’ordine del giorno approvato.
FLC CGIL E UIL RUA

martedì 29 ottobre 2013

APPLAUSI PD

Bellissima Assemblea questa mattina all'ISFOL: più di 250 persone IN SALA, di cui,più di 150 provenienti dai vari EPR del comparto, circa 18 enti rappresentati su 22, in 250 da tutta Italia hanno seguito la Diretta Streaming, moltissimi i colleghi del CNR e dell'ISTAT.

Questi alcuni numeri di un'assemblea degli EPR in cui sono stati affrontati molti temi ed è stata riavviata una mobilitazione di comparto sia in termini di lotta e iniziativa sia in termini cognitivi.Sono intervenute rappresentanze di molti enti: ISFOL, ISPESL, ISTAT, ENEA, INGV, INVALSI, INDIRE, ISS e Rete Ricerca Pubblica. Hanno aperto e chiuso il lavoro Alberto Civica (UIL RUA) e Francesco Sinopoli (FLC-CGIL).

Molti i riferimenti a Rete Ricerca Pubblica ma, anche, gli interventi di colleghi che non ci conoscevano e vogliono contribuire alla costruzione di un'identità comune e di appartenenza ad un comparto che anche con questi ultimi interventi viene ulteriormente massacrato. Siamo tanti e lo saremo sempre di più perché cresce la consapevolezza della cattiva fede del governo, non siamo protetti da Lobbies, ma metteremo in campo tutte le nostre competenze di lavoratori della ricerca pubblica per denunciare e combattere ciò che il Governo Letta, in assoluta continuità con il Governo Monti/Tremonti, sta portando avanti con il decreto 101/13: vogliono solo sopprimerci e mandarci a casa, altro che investimento in ricerca.

Purtroppo, però, non abbiamo fatto in tempo a tornare nei nostri uffici che il sito del SENATO è APPARSO L'INTERVENTO SUL Decreto 101/13 del SENATORE ICHINO, RIPORTIAMO DI SEGUITO IL DATTILOGRAFATO.. 

COSA CI COLPISCE DI PIU'? GLI APPLAUSI DEL PD! .. 

Per non parlare della totale mistificazione della realtà rispetto al lavoro privato, domani pubblicheremo i dati che noi stessi produciamo che confutano quanto riportato da ICHINO. 

Cosa tenere come informazione?
19 precari su 20 della PA
andranno a casa, e questo è certo!

domenica 27 ottobre 2013

IL PUNTO E IL TESTO

rebloged Flc.cgil

Precari: DL 101/13.

Difficilmente si poteva fare peggio!


Il dibattito parlamentare alla Camera peggiora un testo già compromesso. Il prezzo della stabilità del Governo si paga in moneta sonante e a farne le spese sono i precari.


Si conferma quello che era chiaro negli ultimi giorni: il dibattito alla Camera è riuscito a peggiorare un testo non solo gravemente insufficiente ma dannoso. Scarica il testo dell'atto.
Un coacervo di norme barocche che prescrivono minuziosamente cosa, come e quando le amministrazioni pubbliche dovrebbero fare per comprare una matita. Ma soprattutto, in questa ipertrofia normativa ai limiti del parossismo, appare evidente che l'intento dichiarato di avviare parziali percorsi di stabilizzazione si capovolge nel suo opposto: accompagnare più o meno velocemente i precari alla porta. Almeno quelli che non sono assistiti da lobbies parlamentari sufficientemente forti. Altro che terza repubblica. Neanche nelle peggiori stagioni della prima la pubblica amministrazione era stata così piegata a logiche di scambio tra gruppi sottogruppi e gruppetti politici.
Vergognoso il trattamento riservato ad enti di ricerca e università, privi di una qualche lobby a loro tutela (del resto portano pochi voti) in Parlamento e in balia di burocrati pasticcioni e di un legislatore colpevolmente insipiente nonostante l'impegno di alcuni parlamentari a cercare di migliorare il testo o quanto meno ridurre il danno.

Sintesi degli interventi sull'articolo 4

venerdì 25 ottobre 2013

ASSEMBLEA di tutti gli EPR

Viste le gravissime notizie che arrivano dalla Camera e, in vista,della possibile approvazione attraverso "fiducia" del decreto 101/2013, è stata indetta l'assemblea di tutti gli EPR che chiedevamo da qualche giorno, SIAMO TUTTI INVITATI ALLA MASSIMA PARTECIPAZIONE.
MARTEDI  29 OTTOBRE
ASSEMBLEA PLENARIA DI TUTTI GLI EPR
C/o ISFOL (Corso D'Italia, 33 ROMA)
Le segreterie nazionali FLC CGIL - UIL RUA


Di seguito un riepilogo della situazione apparso oggi su IL FATTO QUOTIDIANO.

A rischio 120mila posti

Corsa contro il tempo per il decreto "stabilizzazioni". Dopo il Senato deve passare alla Camera entro il 30 ottobre, pena la sua decadenza. Tra le pieghe dell'ultima versione è passato un emendamento del Pd che riduce ulteriormente le speranze delle proroghe subordinandole alle disponibilità di posti nelle piante organiche, che sono a zero

Le larghe intese scricchiolano sulle ossa dei precari, quei 120mila dipendenti della pubblica amministrazione in scadenza che senza proroghe rischiano di mangiare il panettone e nulla più.  La conversione in legge del decreto 101/2013 firmato dal governo ad agosto e votato in Senato la scorsa settimana deve arrivare entro il 30 ottobre, pena la sua decadenza. Ma le divisioni all’interno delle larghe intese rischiano di stroncare ogni speranza. “Per noi il decreto sulla Pa può decadere”, è l’opinione espressa da Renato Brunetta nella capigruppo della Camera. A questo punto, ha osservato il ministro Dario Franceschini, “il quadro è cambiato”, lasciando intendere che c’è un problema politico dentro la maggioranza.

Uno schiaffo alla categoria era già arrivato con un emendamento all’art. 4 della legge 101/2013 che vincola le proroghe non solo alla copertura finanziaria degli enti ma anche alle dotazioni originariamente previste negli organici. Che nella maggior parte dei casi sono pari a zero. Se non prevedono altri posti, si va tutti a casa, come denuncia la Rete ricerca pubblica. Dopo anni di lavoro e senza paracadute. L’emendamento approvato il 17 ottobre scorso a Palazzo Madama non riguarda la scuola perché non ha piante organiche di riferimento ma inserisce per le altre categorie un ulteriore elemento di incertezza nella partita sui contratti a termine che è iniziata da tempo, ma ha subito un’accelerazione nelle ultime settimane. In vista dell’imminente scadenza di fine ottobre, e non solo. Perché i precari attendono la proroga di decine di migliaia di contratti nella Pa, negli enti di ricerca e nella sanità di lavoratori che rischiano di trovarsi alla scadenza del 31 dicembre senza occupazione e senza ammortizzatori sociali. Esodati dallo Stato per cui lavorano.

mercoledì 23 ottobre 2013

Licenziamento precari: Pantaleo, "prezzo mostruoso alla stabilità del Governo Letta" Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

Ecco cosa intendeva il governo quando ha annunciato il decreto come la soluzione al problema del precariato. La soppressione dei precari. Se questa è la stabilità preferiamo decisamente il caos.
Arrivano pessime notizie dalla Camera dei Deputati. In commissione lavoro sono stati accantonanti tutti gli emendamenti sostanziali al testo del decreto 101, depositati dai gruppi di PD e Sel e ripresi dalle nostre proposte, tranne uno che consente di utilizzare solo per i profili di tecnologo e ricercatore le risorse su fondi di progetto ex art. 1 comma 188 legge 266/ 05.
“188. Per gli enti di ricerca, l'Istituto superiore di sanità (ISS), l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), l'Agenzia per i servizi sanitari regionali (ASSR), l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), l'Agenzia spaziale italiana (ASI), l'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente (ENEA), il Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), nonché per le università e le scuole superiori ad ordinamento speciale e per gli istituti zooprofilattici sperimentali, sono fatte comunque salve le assunzioni a tempo determinato e la stipula di contratti di collaborazione coordinata e continuativa per l'attuazione di progetti di ricerca e di innovazione tecnologica ovvero di progetti finalizzati al miglioramento di servizi anche didattici per gli studenti, i cui oneri non risultino a carico dei bilanci di funzionamento degli enti o del Fondo di finanziamento degli enti o del Fondo di finanziamento ordinario delle università.”
Trattasi di un norma dannosa perché, se confermata, limiterebbe la portata del comma 188 solo al personale ricercatore e tecnologo degli Epr escludendo il personale amministrativo e tecnico a tempo determinato e in collaborazione non solo degli Epr ma anche delle università. Il paradosso è che l'articolo 1 comma 188 legge 266 2005, previsto in una delle finanziarie Tremonti (!) era stato pensato, all’epoca, per fare salvi proprio dal vincolo della dotazione organica e dalle limitazioni alla spesa  il personale pagato su progetti di enti di ricerca e università.

martedì 22 ottobre 2013

A casa i PRECARI DELLA RICERCA? A casa loro!

GIOVEDI' AL SENATO E' PASSATO UN EMENDAMENTO RELATIVO al Decreto legge 101/2013 che mette a rischio migliaia di proroghe dei precari della PA, UNA SPECIE DI FOLLIA STRUTTURATA che sta passando sotto tono... 

IL DECRETO arrivato alla Camera Lunedì (emendato all'arti.4 comma 9) 
sembra impossibile da modificare.

E' urgente che tutti, precari e non, sindacalizzati e non, ricercatori, cter, tecnologi, dirigenti, amministrativi si attivino per una mobilitazione DI MASSA e compatta.

In alcuni EPR sono già state attivate delle iniziative dai sindacati di base e confederali, in altri, probabilmente non ci si è ancora resi conto della portata dell'emendamento. 

DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE PRETENDERE CHE VENGA MODIFICATO. 
ABBIAMO TEMPO FINO AL 30 OTTOBRE, GIORNO IN CUI ENTRERA' IN VIGORE.
POI CE NE ANDREMO A CASA!

A quel punto le proroghe dei precari saranno possibili solo
 se quell'ente dispone dello stesso numero di posti in pianta organica.
"Hai 200 precari da prorogare? Ce l'hai 200 posti vacanti in pianta organica? 
No.. bè mi dispiace non si può fare,,,,"

La ratio è chiara!

ELIMINARE I PRECARI E' IL MODO MIGLIORE DI RISOLVERE LA PERCARIETA' 
(ha ragione Lucia Zabatta)

Adesso la cosa urgente è riattivare la nostra rete di contatti e comunicazione perchè deve essere una battaglia forte, condivisa e velocissima!

venerdì 4 ottobre 2013

Il Giorno dopo.

La Manifestazione è riuscita, ma adesso ci vogliono i fatti!


Portata in piazza da FLC CGIL - FIR CISL - UIL RUA la protesta dei precari della ricerca. Numerosa la partecipazione dei lavoratori alla mobilitazione.  Delegazioni da tutti gli enti e da tutta Italia hanno portato a Roma, davanti alla sede del Parlamento, centinaia e centinaia di precari e lavoratori, per protestare contro l’insufficienza dei decreti D’Alia (DL 101) e Carrozza (DL 104) nei confronti dei gravi problemi che affliggono gli Enti Pubblici di Ricerca. Sono necessari interventi urgenti e di radicale cambiamento per consentire la proroga dei contratti in scadenza, l’introduzione di strumenti reali di stabilizzazione e di reclutamento straordinario per gli enti pubblici di ricerca, che permettano di uscire dalla fase di emergenza in cui versano ormai da troppi anni. Questa è l’unica condizione per non mandare a casa migliaia di precari, in particolare in una situazione politica difficilissima per il Paese com’è quella attuale, alla prese con l’ennesima crisi di governo.
Nel corso della manifestazione precarie e precari degli enti di ricerca si sono alternati sul palco per raccontare le loro storie e le battaglie che stanno conducendo da anni per uscire dall’emergenza e conquistare la legittima aspirazione alla stabilizzazione. Presenti alla manifestazione anche diversi parlamentari.
FLC CGIL - FIR CISL - UIL RUA sottolineano l’importanza della giornata di lotta come tappa di un percorso di mobilitazione che, a partire dalla conversione in legge dei decreti in questione, dovrà portare risultati concreti sul versante della stabilizzazione dei precari, per la proroga di contratti in scadenza e per rilanciare la ricerca nel suo complesso, anche sotto il profilo della riconquista del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Le OO.SS. hanno inoltre rivendicato la piena titolarità contrattuale a partire dagli strumenti di reclutamento in esso contenuti, come l’art. 5 del Contratto Nazionale di Lavoro 2002-2005.
Nei prossimi giorni, superata l’attuale fase di crisi di governo, le OO.SS. verificheranno l’esito degli emendamenti presentati ai D.L. 101 (D’Alia) e 104 (Carrozza) in corso di conversione in legge per rilanciare, se necessario, ulteriori iniziative di mobilitazioneCome previsto, il 2 ottobre scorso, si è tenuta a Montecitorio la manifestazione dei precari della RicercaImportante la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori al presidio, con numerose delegazioni provenienti da tutta Italia e da tutti gli Enti di ricerca. Sul palco si sono alternati interventi dei sindacalisti, delle precarie e dei precari degli Enti Pubblici, nonché di alcuni parlamentari intervenuti nel corso della manifestazione a solidarizzare con le ragioni della protesta.
La manifestazione, che si inserisce nel quadro delle mobilitazioni messe in atto da tempo negli Enti sul tema della precarietà, del rilancio della ricerca pubblica in Italia e della riconquista del contratto nazionale di lavoro, è una tappa della lotta messo in atto per rivendicare modifiche radicali ai DL D’Alia (101) e DL Carrozza (104) in corso di conversione in legge nei due rami del Parlamento. Mobilitazione tanto più necessaria alla luce della delicata fase politica che stiamo attraversando.
In questo quadro si inserisce lo sciopero nazionale di ente indetto all’ISTAT dalla FLC per il prossimo 4 ottobre.
Questo il comunicato unitario di valutazione da parte delle segreterie nazionali di FLC CGIL, FIR CISL e UIL RUA.
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mercoledì 2 ottobre 2013

Presidio della Ricerca Pubblica a Montecitorio

Vi S-fiduciamo!

Se anche questa volta si deciderà di non investire in Ricerca, innovazione, stabilizzazioni di precari decennali che lavorano per tutti da anni, allora dovremo ammettere che anche questo governo avrà fallito.

Immagine in linea 2

venerdì 22 febbraio 2013

EPR: SEL E CGIL, proposte a confronto

rebloged da http://blogretericercapubblica.blogspot.it/

Con questo post inauguriamo la sezione del blog dedicata alle Proposte Politiche e programmatiche rispetto agli EPR. Soggetti politici, sindacati, movimenti della società civile, redazioni politiche, sono tanti i soggetti che in questi mesi stanno provando ad elaborare contenuti e "domande" rispetto al futuro della ricerca. In periodo di campagna elettorale fioccano incontri, convegni, eventi e documenti rispetto al futuro della Ricerca e dell'Università in Italia e alle proposte per rilanciare la Ricerca Pubblica e Privata.

Come Rete Ricerca Pubblica siamo comunque soddisfatti di essere riusciti in questi anni a sollevare alcune questioni fondamentali che fino alla nostra "nascita" non erano al centro delle dibattito, mentre oggi lo caratterizzano fortemente: necessità di una governance unica degli Epr, "discriminazione" fra Enti vigilati dal Miur ed enti vigilati da Altri Ministeri,  soppressioni ingiuste e insensate, autonomia della ricerca scientifica.

In questa sezione ci dedicheremo all'analisi delle proposte politiche circolanti rispetto agli Enti Pubblici di Ricerca, tentando una comparazione con le nostre proposte (Rete Ricerca Pubblica).  Per la verità, ad oggi, sono pochi i soggetti politici che nei loro programmi fanno esplicito riferimento agli Enti Pubblici di Ricerca, chi lo ha fatto se ne è occupato spesso in modo generico e con toni da campagna elettorale, sono pochissimi i soggetti che hanno articolato le proprie proposte argomentandole in modo serio. Tenteremo, comunque, di individuare nodi e snodi di proposte a volte incomprensibili, a volte chiare ma pericolose, a volte convincenti. Quanto ai sindacati, prolificano anche su quel versante proposte e documenti, più interessanti rispetto al livello di approfondimento. 

Abbiamo pensato di dedicare questo primo post al Libro Bianco "Università e Ricerca" di SEL, Dipartimento Saperi e Politiche Giovanili, per il versante politico e al Documento su Università e Ricerca di Flc-CGIL, per il versante sindacale.

Con questi due soggetti condividiamo molto, moltissimo in termini di analisi ma ci sono alcune differenze che vogliamo sottolineare in termini di proposte.

La governance unitaria

Sicuramente una delle urgenze condivise è la necessità di una governance unitaria e il superamento della frammentazione dovuta alle vigilanze, a partire dalla distinzione fra enti Miur ed enti vigilati da altri Ministeri, tema sul quale come Rete Ricerca Pubblica insistiamo sin dal 2010.

a) Un po’ di distanza interviene rispetto alle soluzioni proposte, infatti il documento di Flc-Cgil propone di
Superare la frammentazione del sistema dovuta alla divisione fra i vari Ministeri vigilanti, a partire da quella fra enti Miur ed enti vigilati da altri Ministeri attraverso un coordinamento unico delle  politiche della ricerca e dell’innovazione anche con l’istituzione di un ministero ad hoc o un ufficio di coordinamento presso la Presidenza del Consiglio. 

b) Rispetto a questo tema, Sel si esprime in questo modo:
“ln conclusione, è un fatto che gli Enti di Ricerca si siano sviluppati in modo molto disordinato, in buona parte questo fenomeno è stato causato dalla ricerca spasmodica  di fondi esterni (che porta a  ridisegnare il focus  delle proprie ricerche a cicli continui) e dall'indirizzo  assegnato dai ministeri di competenza. E' necessario quindi inserire gli Enti in un progetto che li porti sotto la guida del MIUR, volto non al mero risparmio del singolo posto, ma a liberarne le energie: un progetto che non è possibile concepire senza il coinvolgimento attivo della comunità scientifica e che vada nella direzione di garantire la totale autonomia della ricerca nei confronti dei poteri politici. Ogni altra soluzione è in ultima analisi a danno della ricerca italiana e quindi a danno dello Stato.”

c) Come Rete Ricerca Pubblica proponiamo da tempo un UNICO MINISTERO (Università e Ricerca) per tutti gli Epr, siamo perfettamente coscienti della portata epocale che avrebbe per gli Enti non vigilati dal Miur confluire sotto un unico Ministero, ne immaginiamo anche i rischi, per questo sappiamo che si tratterebbe di un processo importante e da governare con attenzione, ma riteniamo che solo questa sia la soluzione in grado di garantire pari dignità degli Enti, della Ricerca e dei lavoratori. Inoltre riteniamo che questa “rivoluzione” è l’unica possibilità per avviare una messa a sistema della ricerca svolta dagli Epr e una più attenta tutela dell’autonomia della ricerca.

Per questo riteniamo la proposta “dell’ufficio di coordinamento presso la Presidenza del Consiglio” una buona  idea nelle intenzioni ma lontana dall’essere a garanzia dell’autonomia della ricerca. Ci renderebbe ancora più soggetti ai cambi di governo e alle lotte intestine della politica da cui vorremmo liberarci. Per questo non la condividiamo.

Per tutti gli altri temi lasciamo al lettore la possibilità di farsi un idea rispetto alle sintonie o divergenze fra le proposte messe a confronto e le proposte della Rete Ricerca Pubbluca


giovedì 14 febbraio 2013

Ritorno al Futuro: Rete Ricerca Pubblica


Ritorno al Futuro: Rete Ricerca Pubblica

Pubblicato: febbraio 14, 2013
Prima di parlare della Rete Ricerca Pubblica, e anche un po’ per sottolinearne l’importanza, parliamo di alcuni bravi colleghi che hanno lasciato o lasceranno l’INGV e questo stupido Paese a riflettere sui suoi squallidi piccoli burocrati e sulla sua incapacità a tenersi strette le sue migliori risorse.
Elisabetta
Martedì 12 Febbraio 2013, alle 20:35 è partita. Ha lasciato l’Italia e l’INGV. Amica e collega ricercatrice, precaria stabilizzanda, Elisabetta è partita con tutta la famiglia per la Nuova Zelanda. Precaria per oltre 12 anni è passata attraverso tutte la fasi di lotta e proposta che avete visto documentate su questo Blog. Instancabile e brava come tanti di noi. Ha mandato un curriculum ed è stata in breve tempo chiamata dall’Ente di Geofisica Neozelandese, il GNS.

martedì 12 febbraio 2013

Nuovo Blog per le Proposte!

Da oggi gli strumenti di comunicazione della Rete Ricerca Pubblica crescono.
Da oggi a questo blog si affianca un nuovo strumento dedicato alle Proposte Programmatiche, non solo un contenitore ma un tentativo di costruire insieme un percorso, un nuovo blog unicamente dedicato alle proposte 

Le analisi e le proposte contenute nel Blog sono state condivise all'interno della Rete Ricerca Pubblica e da oggi le rendiamo pubbliche nella speranza di poterle discutere con la politica e le parti sociali di comparto.
Siamo aperti al dialogo e al confronto ma anche consapevoli dei rischi e delle difficoltà che gli Enti Pubblici di Ricerca affrontano ogni giorno.

Questa fase elettorale ci sembra una buona occasione per poter rilanciare un grande processo riformatore in grado di offrire stabilità e sviluppo al mondo della ricerca.

Clicca qu per visualizzare il nuovo Blog
http://blogretericercapubblica.blogspot.it/

Nel contatto e confronto costante con altre Reti di Ricercatori e del mondo della Cultura, confidiamo in un processo riformatore che nasca dal basso e possa essere sostenuto e valorizzato nel bene del paese!


Le nostre analisi clicca qui

Le nostre proposte clicca qui



lunedì 11 febbraio 2013

EVENTO LEFT: "PIU' SAPERE= SVILUPPO"


+ SAPERE = SVILUPPO
 “Il mondo della conoscenza prende la parola!”

Prenderanno la parola studenti, ricercatori, insegnanti, rettori, per denunciare le disastrose condizioni di scuola, università e ricerca e per chiedere impegni precisi alla politica. Interverranno Stefano Fassina e Walter Tocci del Pd e Umberto Guidoni di Sel.

Come unico soggetto di iniziativa autonoma nel mondo degli EPR, ci uniremo alle reti del mondo universitario per rafforzare le proposte che vengono “dal basso”, La Rete Ricerca Pubblica parteciperà al dibattito e sarà una delle occasioni nelle quali saranno presentate le nostre proposte, offrendo le nostre valutazioni e le nostre analisi rispetto alle necessarie riforma da avviare nei Sistemi della Ricerca e nel mondo degli Enti Pubblici di Ricerca, in particolare.

Le Proposte di Rete Ricerca Pubblica (consultabili sul blog dedicato unicamente alle proposte e appena realizzato dalla Rete Ricerca Pubblica http://blogretericercapubblica.blogspot.it/) sono il frutto di anni di esperienze umane e di gruppo nel mondo della ricerca pubblica, sono il frutto della capacità di fare rete contro tutto e contro tutti, nonostante le cancellazioni e la precarietà. Le nostre proposte sono anche il frutto del contatto proficuo con alcune realtà sindacali e di anni “trincea” a cui siamo stati costretti, nostro malgrado, per difendere un settore strategico per il Paese.

Ma se noi, al pari dei governanti di mezzo mondo (progressisti o conservatori che siano), riconosciamo la Ricerca come strategico volano di sviluppo, innovazione, prevenzione, difesa del territorio, salvaguardia della salute e del lavoro, siamo certi che sia lo stesso per la classe politica  italiana?

Mentre noi combattiamo per difendere l’autonomia e la qualità delle nostre attività affinché I NOSTRI RISULTATI siano sempre più utili al paese e a chi ci governa.. siamo sicuri che chi si candida a governare il Paese abbia voglia di ascoltarci ed utilizzare le nostre indagini?

Abbiamo letto i programmi, ascoltato intenzioni e promesse.. vissuto sulla nostra pelle il frutto di scelte miopi e disastrose, domani proveremo a capire se dietro quell'incredibile silenzio sulla ricerca pubblica..  vagamente disturbato da quel refrain da disco rotto "ci vogliono più investimenti in Ricerca (teconologica) e sviluppo" c’è davvero una speranza concreta e uno spazio di dialogo reale e costruttivo rispetto a certi temi.

Per adesso sappiamo che nei programmi depositati non esistono (non esistiamo), gli Enti Pubblici di Ricerca, non sono neanche menzionati, quegli enti che dovrebbero essere considerati anello di congiunzione fra la Ricerca e la società  in tutti i suoi aspetti, come l'Università è l'anello che congiunge istruzione e ricerca e la Scuola è l'anello forte fra l'essere umano e la vita sociale tramite l'istruzione.

Non sono menzionati gli EPR in nessun programma depositato al Minstero dell'Interno.
Non esistono.
Quando si parla di Ricerca lo si fa poco, male e in modo generico, al massimo si cita (con le dette modalità) l'Università e/o la Ricerca Medica. Per questo abbiamo elaborato delle proposte pubbliche e condivise per una riforma degli EPR.

Perché senza Ricerca non c'è futuro, e non ci sembra il caso!

Fortuna che mancano ancora 15 giorni alle elezioni ..

presentazione evento left
www.left.it

giovedì 31 gennaio 2013

Arriva il FISCAL COUNCIL (al posto dell'ISAE?)


di Germana Bottone

Nel 2010 è stato soppresso l’Istituto di Studi per l’Analisi Economica, un istituto che tra le altre cose si occupava di previsioni macroeconomiche e finanza pubblica in ASSOLUTA AUTONOMIA. La motivazione di tale soppressione addotta dall’allora ministro Tremonti, è stata la “razionalizzazione della spesa”. E noi abbiamo sempre avuto i nostri dubbi..

Dopo soli due anni la legge 243/2012 istituisce il Fiscal Council, UN DELIRIO?

Proviamo a capire..





L’articolato d’interesse dice:
Art. 16
Istituzione dell'Ufficio parlamentare di bilancio
1. E' istituito, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera f), della legge costituzionale 20 aprile 2012, n.1, l'organismo indipendente per l'analisi e la verifica degli andamenti di finanza pubblica e per la valutazione dell'osservanza delle regole di bilancio, che assume il nome di Ufficio parlamentare di bilancio, con sede in Roma, presso le Camere.
2. L'Ufficio opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione ed e' costituito da un Consiglio di tre membri, di cui uno con funzioni di presidente, nominati con decreto adottato d'intesa dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nell'ambito di un elenco di dieci soggetti indicati dalle Commissioni parlamentari competenti in materia di finanza pubblica a maggioranza dei due terzi dei rispettivi componenti, secondo modalita' stabilite dai Regolamenti parlamentari. I membri del Consiglio sono scelti tra persone di riconosciuta indipendenza e comprovata competenza ed esperienza in materia di economia e di finanza pubblica a livello nazionale e internazionale. Al Presidente e' riconosciuto un trattamento economico complessivo pari a quello previsto per il Presidente dell'Autorita' garante della concorrenza e del mercato. Ai membri del Consiglio e' riconosciuto un trattamento economico complessivo pari all'80 per cento di quello spettante al Presidente.

La letteratura sul Fiscal Council spiega che la necessità di istituire organismi di questo tipo, deriva dal fatto che i policy makers tendono, per motivi elettorali, a formulare previsioni ottimistiche circa la crescita del PIL e di conseguenza delle entrate, così determinando aumenti ingiustificati della spesa pubblica. Un organismo del tutto autonomo che faccia previsioni macroeconomiche potrebbe “aggiustare il tiro”.  Tuttavia, la sua efficacia è strettamente correlata all’autonomia e alle capacità professionali.

Si è detto al seminario di oggi organizzato dalla Scuola Superiore di Economia e Finanza che l’ISAE non fosse un Fiscal Council, pur svolgendo i compiti richiesti al Fiscal Council, poiché dipendeva dal MEF. Essendo ricercatore ex-ISAE mi sento di affermare che nonostante il MEF fosse ministero vigilante, l’ISAE operava in assoluta autonomia.

Non sono invece convinta che nel nostro paese, dato il livello di corruzione e la totale assenza di meritocrazia, il Fiscal Council, pur non dipendendo dall’esecutivo, possa essere effettivamente AUTONOMO.
Tra le altre cose, all’interno dell’ISTAT c’è la Scuola Superiore per l’Analisi Economica che fa previsioni (con personale ex-ISAE) e l’audizione del Presidente dell’ISTAT al Parlamento sulla Finanza Pubblica presume uno studio e monitoraggio di essa.

Dunque, che senso ha avuto la "Spending review" se i soldi pubblici verranno spesi per finanziare questo “gioiello” di autonomia e professionalità?

Come avverrà la selezione dei componenti del Fiscal Council?

Non sarebbe stato forse meno costoso riformare l’ISAE?

Attendo con ansia di vedere da chi sarà composto il BOARD di questo magnifico Fiscal Council.

mercoledì 30 gennaio 2013

Libro Bianco "Università e Ricerca" (SEL)


Reblogged from  SEL SAPERI

Presentazione del Libro Bianco su Università e Ricerca



1 Febbraio (15:00-18:30)
Aula Magna “P. Gismondi”
Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Università degli Studi di “Roma Tor Vergata”
Via della Ricerca Scientifica, 1

Con questa iniziativa vogliamo presentare ufficialmente il “Libro Bianco su Università e Ricerca”. Un documento che è il risultato di un dialogo aperto e continuo tra i protagonisti di queste realtà: gli studenti, i dottorandi, i precari, i ricercatori, i docenti, che hanno vissuto sulla propria pelle gli effetti di oltre un decennio di cosiddette “riforme” che hanno sistematicamente perseguito l’obiettivo di indebolire le istituzioni pubbliche dedicate all’alta formazione e alla ricerca.
Insieme abbiamo cercato di affrontare gli aspetti più urgenti, qualche volta anche controversi, per provare ad invertire il declino in atto e per tracciar il cammino verso la realizzazione di istituzioni pubbliche di qualità, strumenti di arricchimento culturale e di innovazione scientifica e tecnologica, motori di mobilità e di trasformazione sociale.
L’impianto riflette le caratteristiche di “work in progress”, di cantiere delle idee per definire le politiche capaci di rilanciare l’Università e la Ricerca come elementi strategici per lo sviluppo del Paese.
Il documento è in via di pubblicazione ma la versione digitale è già disponibile su questo sito. 


Parteciperanno gli autori del Libro